3dfx
| 3dfx | |
|---|---|
| Stato | |
| Forma societaria | società per azioni |
| Fondazione | 1994 |
| Fondata da | Gary Tarolli |
| Chiusura | 15 dicembre 2000 |
| Sede principale | San José |
| Gruppo | Nvidia |
| Settore | Semiconduttori |
| Prodotti |
|
| Dipendenti | 200 |
La 3dfx Interactive è stata un'azienda californiana fondata nel 1994 da Gordon Campell, Gary Tarolli, Scott Sellers e Ross Smith, ex ingegneri della Silicon Graphics. Con poco più di 200 dipendenti, 3dfx è stata la maggior sviluppatrice (e in seguito all'acquisto di STB Systems, alla fine nel 1998, produttrice) di GPU e schede video con accelerazione 3D per quasi tutta la seconda metà degli anni novanta.
È stata una tra le prime aziende a sviluppare una GPU con accelerazione 3D[1] (con la serie Voodoo) e la prima a sviluppare un chipset grafico dedicato per il 3D, ma privo di supporto 2D (che necessitava quindi della presenza di una scheda 2D per funzionare).
3dfx è fallita il 15 dicembre 2000, e la maggior parte delle sue proprietà intellettuali sono state acquisite da nVidia.[2][3]
Storia
[modifica | modifica wikitesto]Fondata nel 1994, 3dfx Interactive inizia l'attività come produttore di sistemi grafici e di controllo per videogiochi arcade; tra gli altri sviluppa l'hardware video per i giochi Atari San Francisco Rush: Extreme Racing e Wayne Gretzky's 3D Hockey.[4]
Comincia a orientarsi verso il mercato dei personal computer nel 1995 commercializzando il JAMMA Game-Control-Interface GCI, un adattatore su bus PCI che rende i segnali del joystick di una console compatibili con l'interfaccia seriale di un PC.
Il 6 novembre 1995 al COMDEX[5] di Las Vegas, il nome della 3dfx inizia a suscitare interesse con la presentazione del loro primo chipset 3D.
Voodoo Graphics
[modifica | modifica wikitesto]Nell'agosto del 1996 viene commercializzato il chipset Voodoo Graphics (chiamato anche Voodoo 1), da parte del produttore di schede video Diamond Multimedia nella scheda Diamond Monster 3D. All'epoca 3dfx non possedeva una produzione propria e doveva appoggiarsi su costruttori esterni per commercializzare le GPU.
Le schede Voodoo Graphics di prima generazione implementavano via hardware il rendering dei poligoni con una serie di effetti grafici applicabili fra i quali texture mapping con filtri, gestione delle mip-map, alpha blending, gestione dello Z-buffer e altri. La risoluzione massima supportata era di 800x600 a 16 bit per pixel senza Z-buffer oppure 640x480 a 16 bit per pixel con Z-buffer per la versione con 4 megabyte di memoria. La serie Voodoo non gestiva alcun calcolo geometrico sulle primitive, ma rasterizzava i poligoni sfruttando i dati calcolati dalla CPU. Il bus di connessione era il PCI e la scheda veniva collegata in cascata con un apposito cavo dall'uscita video della normale VGA; si passava alla scheda Voodoo e poi da quest'ultima si collegava al monitor. La memoria era tipicamente di 4 megabyte, suddivisa in 2 megabyte per le texture e 2 megabyte per frame e Z-buffer. Le API supportate erano le Glide (proprietarie), un subset delle OpenGL, e le DirectX.
Il videogioco Quake, eseguito solo con un Pentium 120 non manteneva una giocabilità e fluidità accettabile (poche decine di frame al secondo di media) ad una risoluzione di 320x200 pixel e 256 colori poiché all'epoca anche il rendering grafico veniva gestito dalla CPU. Con una scheda Voodoo installata e a parità di sistema si riusciva a giocare a 640x480 con 65.000 colori e un framerate medio vicino ai 50 frame al secondo.[6]
Voodoo Rush
[modifica | modifica wikitesto]Il 18 novembre 1996, alla fiera del COMDEX, 3Dfx presentò la sua nuova creazione in collaborazione con Hercules; questa nuova scheda affiancava al chipset Voodoo 1 anche un acceleratore 2D (prodotto da terzi) sullo stesso PCB grazie alla "Rush technology". Non vi era più necessità quindi di affiancarla ad una scheda video tradizionale come richiesto dalle normali schede Voodoo.
Sega Dreamcast
[modifica | modifica wikitesto]Durante il 1997 la società californiana ottenne un contratto con la SEGA per la costruzione del chip video della console Dreamcast; tuttavia SEGA scelse un chip NEC per equipaggiare la console. In aprile vennero immesse sul mercato le schede Rush di Hercules condensate e migliorate in un PCB più piccolo.
