Vai al contenuto

Carapace

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Il carapace di un Ovalipes ocellatus

Il carapace è una parte dell'esoscheletro presente in certi animali, tra cui artropodi (come crostacei e aracnidi) e vertebrati (come le testuggini e le tartarughe).

Un crostaceo (gambero), con il carapace colorato in rosso

Nei crostacei il carapace è la porzione di esoscheletro (evidenziata in rosso nell'immagine), particolarmente sviluppata in granchi e aragoste, che protegge il cefalotorace. A seconda della specie, il livello di calcificazione può variare.[1] In alcuni crostacei (in particolare Malacostraca) si protrae davanti agli occhi, prendendo il nome di rostro.

Il carapace, come l'esoscheletro, è formato da quattro strati (che, nell'insieme, sono chiamati cuticola):

  • epicuticola: proteica e lipidica, priva di chitina;
  • esocuticola: formata da proteine e chitina eventualmente calcificata;
  • endocuticola: ricca in chitina e che può essere abbondantemente calcificata;
  • strato membranoso: contenente chitina non calcificata addossato all’epiderma.

Negli aracnidi il carapace è formato dalla fusione dei tergiti in cui sono situati gli occhi, l'ocularium, ozopori e diverse fanere.[2] In alcuni ordini, come Solifugae e Schizomida può essere composto da altre parti.

Testuggini e tartarughe

[modifica | modifica wikitesto]
Il carapace della tartaruga

Il carapace delle testuggini e delle tartarughe (noto anche come teca)[3] è sostanzialmente la parte superiore del guscio. Ciascuna squama che compone il carapace prende il nome di