Carlos Cuarteroni
Carlos Domingo Antonio Genaro Cuarteroni Fernández, più noto col nome ispanizzato Cuarteron (Cadice, 19 settembre 1816 – Cadice, 12 marzo 1880), è stato un navigatore, geografo esploratore e missionario spagnolo.
Marinaio dotato di grandi capacità e capitano di grandi navi a soli 25 anni, percorse più volte le rotte del Mar Cinese Meridionale. Commosso dalle sofferenze degli schiavi dei pirati divenne sacerdote e fu uno dei fondatori della Chiesa cattolica nelle isole tra Oriente asiatico ed Oceania. Grazie a lui il cattolicesimo arrivò in Borneo e soprattutto a Sarawak, dove tutt’oggi vive la maggioranza dei cattolici malesi.
Biografia
[modifica | modifica wikitesto]Carlos Cuarteroni nacque a Cadice il 19 settembre 1816 in una famiglia profondamente cattolica; era il quarto di nove figli di padre italiano e madre spagnola. Il padre, Giovanni Cuarteroni, era mercante di navi; la madre, Ramona Fernández, era originaria di Sanlúcar de Barrameda. Sebbene la carriera navale gli fosse proibita perché figlio di un mercante, nel 1829 Cuarteroni si iscrisse alla scuola per piloti nautici, che lo imbarcò apprendista su una nave diretta a Manila passando per il Capo di Buona Speranza. All'età di 13 anni fece il suo primo viaggio a Manila come assistente del pilota dell'Indiana, un mercantile che percorreva la rotta delle Filippine (allora colonia spagnola).
Tornato in Europa dopo due anni, conseguì a Cadice il grado di terzo pilota (1831). Quattro anni dopo superò gli esami a Manila per diventare secondo pilota. A soli 19 anni, assunse il comando di un brigantino e compì sei viaggi verso le Filippine da Hong Kong, Singapore e Canton. Comandò poi la fregata Buen Suceso per due anni. Grazie a questa esperienza, ottenne il titolo di capitano della Marina filippina nel 1841. Parlava inglese, francese, tagalog, visayano delle Filippine, malese e molte altre lingue locali. Scoprì che i musulmani che popolavano le coste esercitavano la schiavitù verso le popolazioni indigene e la pirateria verso gli europei. Ma non solo pirateria: gli islamici mettevano a segno numerosi sequestri di europei per estorcere trattati commerciali favorevoli ai loro sultanati[1].
Sebbene la marina mercantile fosse meno prestigiosa di quella militare, in quel periodo le navi mercantili erano armate quasi come navi da guerra e navigavano in grandi convogli per difendersi dai pirati. Nel 1842 il giovane Carlos compì un atto che nessuno si aspettava: lasciò il sicuro incarico nella marina, acquistò una goletta inglese, la Lynx, che era stata utilizzata per il commercio dell'oppio, e la ribattezzò Martiri del Tonchino. Formato un equipaggio di 27 filippini, si dedicò alla pesca delle perle e alla raccolta di tartarughe embricate nel Mar Cinese Meridionale.
Cercò anche il Christina, una nave inglese colata a picco con un carico di monete d'argento sulla rotta Macao-Bombay. Era l'epoca del traffico di oppio - la Gran Bretagna per aprire i porti cinesi combatté due "guerre dell'oppio" - la nave lo trasportava dall'India per tornare indietro col ricavato in metallo prezioso[2]. Lo trovò nel 1844, dopo 14 mesi di ricerche, su una barriera corallina a 118° 55' 03" di longitudine e 8° 51' 13" di latitudine. Era un tesoro di 6 tonnellate d'argento, l'equivalente di decine di milioni di euro odierni. Depositò il tesoro nella colonia britannica di Hong Kong, non a Manila dove temeva di esser tenuto d'occhio da agenti spagnoli[2]. Propose agli armatori, di base in India, la restituzione di parte del carico. Ma a quanto pare i proprietari non si fecero aventi, forse per qualche ombra circa la legalità del traffico. Fatto sta che Cuarteroni rimase in possesso del tesoro. All'età di soli 28 anni era diventato enormemente ricco.
Nel 1846 intraprese viaggi di esplorazione sulle coste del Borneo, alla ricerca del luogo più favorevole per fondare una missione cattolica. Corresse errori cartografici e fu un pioniere nel descrivere popoli ed etnie, i loro costumi e la schiavitù. Percorse la rotta della tratta degli schiavi malesi per otto anni. Riscattò persone ridotte in schiavitù dai pirati musulmani malesi usando il proprio patrimonio personale. Cuarteroni entrò più volte nei porti dei pirati malesi, a rischio della propria vita. Una volta liberati, riportò gli ex schiavi nei loro luoghi d'origine, principalmente nelle Filippine.

A 34 anni tornò in Europa per intraprendere tre anni di studi teologici. Ordinato sacerdote, divenne poi monaco trinitario di Propaganda Fide (1855). Espose a papa Pio IX il proprio piano, teorico e pratico (tutto a sue spese), per impiantare missioni cattoliche in Malesia. La sua relazione, un vero e proprio trattato frutto delle sue esplorazioni e contenente la descrizione dettagliata dei territori e delle genti che incontrò, venne stampato a Roma dalla Tipografia di Propaganda Fide.
Nominato Prefetto Apostolico di Labuan del Borneo settentrionale[3] con facoltà episcopali (4 settembre 1855), Cuarteroni partì immediatamente per l'Oceania Occidentale accompagnato da due sacerdoti nominati dal «Seminario lombardo per le missioni estere»: Ignazio Borgazzi e Antonio Riva[4].
Centro delle loro operazioni fu Labuan[1], dove il governatore inglese James Brooke, che aveva conquistato l'isola all’Inghilterra da una decina d’anni, era favorevole ai missionari cristiani. Cuarteroni incontrò poi il Sultano del Brunei, che gli concesse il permesso di cedere terreni per fondare le missioni cattoliche ancora oggi attive.
Nel 1879 fu richiamato in Europa e dovette lasciare per sempre le Filippine. Dopo aver visitato Papa Leone XIII a Roma, morì a Cadice il 12 marzo 1880. Riposa nella cripta della Cattedrale nuova di Cadice.
Eredità
[modifica | modifica wikitesto]Tra l'ottobre 1883 e il marzo 1884 apparve sul quotidiano veronese La Nuova Arena il romanzo Le tigri di Mompracem di Emilio Salgari. Molti studiosi dell'opera di Salgari ritengono il romanziere conoscesse la biografia di Cuarteroni[5].
Uno dei banchi corallini esplorati da Cuarteroni durante le ricerche che portarono al rinvenimento del tesoro d'argento porta il suo nome, Cuarteroni Reef.
Opere
[modifica | modifica wikitesto]- Spiegazione e traduzione dei XIV Quadri relativi alle isole di Salibaboo, Talaor, Sanguey, Nanuse, Mindanao, Celebes, Bornéo, Bahalatolis, Tambisan, Sulu, Toolyan, e Labuan, Roma, Tipografia della Propaganda Fide, 1855. L'opera è stata pubblicata nel 2010 da Nabu Press.
- Esposizione di una nuova missione apostolica nell'Oceania Occidentale presentata alla S. Congregazione di Propaganda Fide dal sacerdote Carlo Cuarteron nell'anno 1855 (versione digitalizzata).
Le opere di Cuarteroni, e gran parte delle sue lettere, sono esposte al Museo Missionario di Propaganda Fide a Roma.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 Il reverendo...Sandokan, su centrostudifederici.org, 10 ottobre 2025.
- 1 2 Il vero Sandokan era un avventuriero (poi missionario) italo-spagnolo?, su gqitalia.it, 8 agosto 2018.
- ↑ La nuova prefettura apostolica comprendeva l'intero Borneo britannico, nella parte settentrionale dell'isola, ossia la colonia di Labuan, il regno di Sarawak, il Borneo del Nord e il sultanato di Brunei. Vedi Missiones catholicae 1907, pp. 267-268.
- ↑ P.I.M.E. 1850-2000. 150 anni di missione, su atma-o-jibon.com, 2000.
- ↑ Carlos Cuarteroni, esploratore del Borneo. E forse ispiratore del salgariano Sandokan, su