Long playing

Il long playing (o long play,[1] noto anche con la sigla LP[1]) o 33 giri è il formato standard di disco in vinile sul quale vengono incisi in forma analogica gli album discografici; per estensione indica anche la raccolta di brani musicali, anche quando pubblicata su supporti del tutto differenti dal disco in vinile sia per tecnologia e modalità di campionamento che di riproduzione come la musicassetta, il compact disc o il Digital Audio Tape.
"33 giri" è una sineddoche che deriva dalla velocità di rotazione del disco stesso, che è di circa 33 giri al minuto (più precisamente i giri sono 33⅓ ogni minuto, ossia 100 giri ogni 3 minuti).
Gli LP in vinile sono realizzati su dischi di diametro da 30 cm (12 pollici), con un foro centrale da 7,2 mm, ma esiste anche il formato da 25 cm,[2] usato soprattutto durante gli anni cinquanta.
Storia
[modifica | modifica wikitesto]Il long playing venne introdotto nel 1948 dalla Columbia Records e soppiantò progressivamente il disco in gommalacca che veniva riprodotto a 78 giri, grazie alla migliore qualità e durata del vinile.
A partire dalla fine degli anni ottanta, l'avvento del compact disc ridusse l'interesse per i dischi in vinile, che vennero gradualmente soppiantati, diventando un prodotto di nicchia per collezionisti e appassionati, a volte stampato in edizione limitata. Nel XXI secolo, l'interesse per i dischi in vinile è tornato ad aumentare mentre quello per i CD è entrato in crisi.[3][4]
Caratteristiche
[modifica | modifica wikitesto]Il long playing si compone in genere di due facciate indicate sulle etichette centrali come lati A e B, oppure 1 e 2, ciascuna delle quali può contenere 30 minuti circa, arrivando ad un massimo di 40 minuti circa per facciata, soprattutto per le opere liriche. La maggiore durata del disco implica un livello sonoro più basso e una dinamica inferiore.
La riproduzione degli LP avviene tramite il giradischi: il brano musicale è riprodotto tramite una puntina in diamante o zaffiro inserita nella testina che, durante la rotazione a una velocità predefinita, trasmette per via meccanica le irregolarità del solco inciso sulla superficie del disco a un complesso elettromagnetico, che trasforma il movimento in un segnale elettrico. I principali tipi di testina magnetica sono del tipo a bobina mobile (moving coil o MC) e a magnete mobile (moving magnet o MM). Nel passato venivano usate anche testine di tipo ceramico o a cristallo, le cosiddette piezoelettriche o "piezo".