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Sidney Bechet

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Sidney Bechet
Sidney Bechet (1947) - foto Gottlieb
NazionalitàStati Uniti (bandiera) Stati Uniti
GenereJazz
Periodo di attività musicaleanni 1920  anni 1950
Strumentosassofono soprano, clarinetto
Sito ufficiale

Sidney Bechet (New Orleans, 14 maggio 1897Garches, 14 maggio 1959) è stato un sassofonista, clarinettista e compositore statunitense di musica jazz.

Considerato tra i più grandi clarinettisti del XX secolo, lo si ricorda anche come maestro del sassofono soprano (Bechet fu, forse, in assoluto, il primo sassofonista jazz degno di nota). Suoni decisi, idee e improvvisazioni ben concepite, e un vibrato ampio e distintivo caratterizzavano il suo modo di suonare. Sul clarinetto il suo suono era altrettanto originale e tipico, un'inedita combinazione di legnosità rurale del timbro e scorrevolezza francese del fraseggio.

Infanzia e adolescenza a New Orleans (1897 - 1914)

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Bechet ricevette i primi rudimenti musicali in casa. Molti suoi familiari erano dignitosi musicisti dilettanti. Suo fratello, Leonard Bechet, suonava il trombone. La famiglia di Bechet apparteneva al gruppo etnico dei creoli, sangue-misti con pelle più chiara dei neri a causa di un antenato di sangue francese o spagnolo. I creoli erano spesso di estrazione sociale borghese o piccolo-borghese, piccoli commercianti o artigiani, e questo consentiva loro un livello di istruzione più elevato rispetto ai neri puri. Molti coltivavano la musica come passatempo, e avevano avuto accesso a una formazione musicale classica.

Scorcio di Storyville

Fin da ragazzo, Sidney dimostrò uno spontaneo talento naturale. Era in grado di imparare a suonare facilmente qualsiasi strumento musicale che gli capitasse tra le mani. All'inizio elesse il clarinetto come suo strumento principale, e studiò con figure semi-leggendarie della musica di New Orleans: Lorenzo Tio, Big Eye Louis Nelson, e George Baquet. Ma la sua facilità strumentale era tale che alcuni abitanti della sua città ricordavano di averlo visto suonare la cornetta con forza ed espressione. Molto presto ebbe modo di avere numerose esperienze come musicista in locali da ballo e bande itineranti e decise di diventare musicista professionista. Una decisione che non fu ben accetta in famiglia. Per la borghesia creola, la musica poteva essere un intrattenimento per il tempo libero, mai una professione. L'ambiente musicale professionale era socialmente inferiore, e si esercitava in locali notturni, a contatto con la prostituzione e la malavita. «Per molti creoli di colore, suonare a Storyville (il quartiere a luci rosse dove molti musicisti professionisti si guadagnavano da vivere) significava una perdita di status»[1]. Ma Bechet dimostrò subito un carattere e un modo di fare differenti dalla mite e tranquilla piccola borghesia creola. Era un ragazzaccio manesco, che finiva spesso coinvolto in liti e risse.

I maestri di Bechet probabilmente non improvvisavano. Sicuramente non improvvisava Baquet e nemmeno Lorenzo Tio, mentre è possibile che lo facesse Big Eye Louis Nelson. Baquet e Tio erano creoli, sapevano leggere la musica, eseguivano alla perfezione le partiture e si limitavano ad inserire abbellimenti. I musicisti neri, invece, raramente erano buoni lettori e avevano un approccio folk alla musica. Modificavano facilmente ritmo, tempo, e perfino armonia e melodia dei pezzi. Sidney Bechet unì in sé il meglio delle due tradizioni. Egli era un creolo, come Baquet e Tio, eppure il suo approccio alla musica fu più simile a quello dei neri: non imparò mai a leggere la musica (ma la sua fu una scelta) e curò sempre lo sviluppo improvvisativo. Tuttavia, il suo fraseggio tendeva ad essere decorativo e fiorito, con largo uso di abbellimenti. Questa caratteristica possiamo attribuirla alla sua cultura creola, più portata alla decorazione che alla modificazione della melodia. Insieme a Louis Armstrong, Bechet è il primo grande solista improvvisatore del jazz.

Viaggi in USA e in Europa (1914 - 1923)

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Bechet a Londra nel 1922

Bechet lasciò la sua città natale intorno al 1914, partecipando a un movimento di generale migrazione dei migliori musicisti di New Orleans che decisero di abbracciare definitivamente il professionismo. Secondo John Chilton[2], autore di una pregevole biografia di Bechet, sarebbe almeno in parte un mito che la migrazione di massa dei musicisti della città del delta fosse dovuta alla chiusura del quartiere a luci rosse di Storyville. Questo evento avvenne nel novembre del 1917, ma il movimento migratorio era iniziato almeno tre anni prima, nel 1914. Secondo Chilton, è più plausibile ritenere che ormai il livello dei migliori musicisti non era più congruo per una città come New Orleans, il cui unico mercato musicale era costituito da bordelli e feste paesane. Chicago, New York e perfino Los Angeles potevano offrire i superiori guadagni di un'industria musicale nascente e locali in grado di pagare cifre sensibilmente più alte ai musicisti[3]. Secondo vari musicisti