Siamo a impatto zero.
Ed entro il 2030 lo saranno anche tutti i nostri prodotti.- Come li progettiamo.
- Come li costruiamo.
- Come li spediamo.
- Come si usano.
- Come si riciclano.
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| 2020 | 2021 | 2022 |
Formed in 2009, the Archive Team (not to be confused with the archive.org Archive-It Team) is a rogue archivist collective dedicated to saving copies of rapidly dying or deleted websites for the sake of history and digital heritage. The group is 100% composed of volunteers and interested parties, and has expanded into a large amount of related projects for saving online and digital history.
History is littered with hundreds of conflicts over the future of a community, group, location or business that were "resolved" when one of the parties stepped ahead and destroyed what was there. With the original point of contention destroyed, the debates would fall to the wayside. Archive Team believes that by duplicated condemned data, the conversation and debate can continue, as well as the richness and insight gained by keeping the materials. Our projects have ranged in size from a single volunteer downloading the data to a small-but-critical site, to over 100 volunteers stepping forward to acquire terabytes of user-created data to save for future generations.
The main site for Archive Team is at archiveteam.org and contains up to the date information on various projects, manifestos, plans and walkthroughs.
This collection contains the output of many Archive Team projects, both ongoing and completed. Thanks to the generous providing of disk space by the Internet Archive, multi-terabyte datasets can be made available, as well as in use by the Wayback Machine, providing a path back to lost websites and work.
Our collection has grown to the point of having sub-collections for the type of data we acquire. If you are seeking to browse the contents of these collections, the Wayback Machine is the best first stop. Otherwise, you are free to dig into the stacks to see what you may find.
The Archive Team Panic Downloads are full pulldowns of currently extant websites, meant to serve as emergency backups for needed sites that are in danger of closing, or which will be missed dearly if suddenly lost due to hard drive crashes or server failures.

Progettare a basse emissioni. Creiamo i nostri prodotti impiegando sempre più materiali riciclati, e stiamo lavorando per ridurre i consumi dei nostri dispositivi.
Migliorare l’efficienza energetica. Utilizziamo l’energia in modo sempre più efficiente in tutti i nostri negozi, uffici, data center e siti produttivi.
Usare energia rinnovabile. Ci impegniamo a convertire tutta la filiera produttiva all’uso di elettricità da fonti 100% rinnovabili: impianti fotovoltaici, eolici e simili.
Evitare le emissioni dirette. Stiamo innovando i processi nelle nostre strutture e nella nostra filiera per eliminare le emissioni di gas serra.
Investire nelle difese naturali del pianeta. Stiamo investendo nelle foreste sostenibili e nel ripristino degli ecosistemi con progetti che rispettano le comunità locali e contribuiscono a rimuovere i gas serra dall’atmosfera.
La quota principale delle emissioni di Apple deriva dall’elettricità usata per realizzare i nostri prodotti: significa che convertendo all’energia pulita l’intera filiera produttiva possiamo cancellare la maggior parte della nostra carbon footprint. Dal 2015, il Supplier Clean Energy Program di Apple aiuta i nostri fornitori a passare all’uso di energia elettrica prodotta da impianti fotovoltaici, eolici e altre fonti rinnovabili. Ed entro il 2030 tutti i nostri prodotti verranno realizzati interamente con energia pulita.
In tutto il mondo, sono spesso le comunità di colore a risentire maggiormente dei problemi legati al cambiamento climatico. Ma la ricerca di soluzioni ecosostenibili può contribuire a promuovere una maggiore equità. L’Impact Accelerator di Apple sostiene le imprese e i progetti innovativi guidati da persone di colore che possono avere una ricaduta positiva sulla nostra filiera. È un programma che rientra nella nostra Racial Equity and Justice Initiative (REJI), nata per promuovere l’istruzione, l’uguaglianza economica e la riforma del sistema giudiziario penale negli Stati Uniti. Ed è in questo modo che, mentre creiamo soluzioni innovative per contrastare il cambiamento climatico, possiamo offrire nuove opportunità alle aziende appartenenti a persone di colore.
Il consumo energetico dei nostri prodotti rappresenta il 19% della nostra carbon footprint e si riflette sull’impronta ecologica di tutti i singoli clienti. Progettare dispositivi che consumano meno energia è uno dei modi principali per ridurne l’impatto ambientale, anche durante il loro utilizzo. E migliorare l’efficienza energetica di un prodotto influisce anche su quella di altri. Moltiplica questo risparmio per tutti i dispositivi Apple nel mondo, e ti renderai conto della differenza.
Apple punta a ridurre il più possibile le emissioni, ma alcune sono ancora inevitabili. Stiamo quindi cercando soluzioni naturali per compensarle. Insieme a Conservation International (CI) e Goldman Sachs abbiamo creato il Restore Fund, un fondo da 200 milioni di dollari per investire in soluzioni climatiche naturali e allo stesso tempo generare un ritorno finanziario. Foreste, paludi e praterie giocano un ruolo importante nel raggiungimento degli obiettivi climatici. Finora, la collaborazione tra Apple e CI ha riguardato il ripristino delle savane degradate delle Colline Chyulu, in Kenya, l’introduzione di nuovi modelli innovativi per proteggere le mangrovie della costa colombiana, e la salvaguardia della foresta pluviale amazzonica nella riserva del Rio Nieva, nel Perù settentrionale. Questi sforzi congiunti ci aiuteranno a catturare CO₂, ripristinare gli ecosistemi e raggiungere l’impatto zero entro il 2030.
I nostri prodotti sono progettati per avere un impatto ambientale ridotto. E il nuovo iMac 24" ne è la prova. Non solo ha un guscio in alluminio ecologico, ma per realizzarlo usiamo anche plastica riciclata, stagno riciclato e terre rare riciclate. Il nuovo chip Apple M1, che oggi debutta sull’iMac 24", è il primo chip progettato specificamente per i computer Mac: è pensato per svolgere qualsiasi operazione nel modo più efficiente possibile, abbinando prestazioni eccellenti a consumi sensibilmente inferiori. Grazie a questo cambiamento e all’uso di materiali riciclati e a basse emissioni di gas serra, il nuovo iMac ha una carbon footprint il 20% più bassa rispetto alla generazione precedente.1
Materiali come plastica, rame, stagno e zinco vengono utilizzati in larga misura negli alimentatori. Da quando l’anno scorso abbiamo rimosso questi accessori dalle confezioni dei nuovi iPhone e Apple Watch, abbiamo ridotto significativamente la quantità di materie prime estratte dalla Terra ed eliminato le emissioni generate dalla loro lavorazione e trasporto. Utilizzando un imballaggio più compatto e leggero possiamo spedire più scatole alla volta e ridurre ulteriormente il nostro impatto ambientale. Non includere gli alimentatori è stata una scelta audace per Apple, e necessaria per il nostro pianeta.
I data center sono edifici pieni di server, grazie ai quali ogni giorno puoi usare le app e i servizi Apple come Siri, iMessage e iCloud. Sono anche le strutture dove si registrano i consumi più alti a livello aziendale, per questo sono alimentati con elettricità da fonti rinnovabili al 100%. Chiedi a Siri tutto quello che ti pare: le sue risposte saranno sempre rispettose dell’ambiente.
Usare alluminio riciclato per la scocca dei dispositivi ne riduce l’impatto ambientale.